venerdì 15 novembre 2013

Il Gusto amaro del Caffè Nespresso


Fatto Accaduto
Per bere un caffè a casa si rischia il  di andare a rispondere davanti il Giudice  !

Sundas Editore

FIRENZE, IL GUSTO AMARO DEL CAFFé IN BOCCA
Alessio Sundas racconta della vicenda accaduta con la nota ditta di caffetteria, la Nespresso

Cari lettori il mio nome è Alessio Sundas, editore e manager televisivo. Per chi pensa che bere il caffè a casa sia un piacere, dopo il mio racconto eviterete di prendere il caffé marca Nespresso. Sono cliente della Nespresso dall'anno 2007. Spesso e volentieri contatto il numero del call center l' 800 392029  per ordinare delle confezioni di cialde per bere il caffé a casa e magari fare bella figura quando invito i miei amici più importanti: l'elettricista, l'idraulico e il mio caro amico parroco, ma quello che mi è successo ha davvero dell'incredibile e dovrò andare davanti al giudice in tribunale per via di una cialda di caffé. Ora vi racconto:
nel mese di luglio ordino il caffé. Per una dimenticanza la fattura della somma di 21 euro non è stata pagata, ma non per cattiveria, perché evidentemente il bollettino è andato disperso. Non ricevo solleciti da parte della Nespresso e così non viene pagato. Quando ho avuto lo scrupolo del pagamento di quel bollettino, ho pensato di averlo pagato insieme ad altri, nel dubbio di aver pagato o meno, ho persino pensato: con tutta la buona pubblicità che ho fatto agli amici perché acquistassero la macchina del caffé della Nespresso e considerati tutti i soldi che spendo durante l'anno per le cialde, magari quelle sono in omaggio. 
Ecco la batosta: il 25 ottobre 2013, ricevo una missiva dall'avvocato Dario Piccardi di Milano in cui mi viene chiesto conto del pagamento della somma giustamente dovuta alla Nespresso. Chiaro, cari lettori, che appena presa visione della lettera ho pagato il conto della Nespresso allegato e tempestivamente ho contattato il call center della ditta spiegando loro quanto segue:
1.                  Cara direzione generale della Nespresso, con tutti i milioni di euro che spendete a pagare come testimonial George Clooney, non avete pensato a  pagare una centralisnista che chiama e dice: “Gentile dott. Sundas, forse per una sua dimenticanza non è arrivato il pagamento delle cialde Nespresso- e poi magari continua- nell'occasione di provare il nuovo gusto di caffé, quando può paghi la fattura arretrata”. Un po' meglio che pagare un avvocato e portarmi in tribunale direttamente, credo.
2.                  Cara direzione della Nespresso, per avere il vostro caffé bisogna andare a comprare la macchinetta e spendere 160 euro. Le cialde non si trovano da nessuna parte tranne che alla Rinascente o previa chiamata al vostro call center. Mentre voi ve ne state seduti a guardare la foto di G. Clooney, a noi clienti ci tocca inseguire le vostre cialde. Se oltre ad inseguire le vostre cialde ci tocca ora anche inseguire un avvocato per evitare di essere trascinati in tribunale, andare in causa e poi cosa? A battuta dico: ci fate pignoramenti come dall'Equitalia?
3.                  Ma bere un caffé è un momento di piacere, una pausa dolce che ti fa staccare, rilassare, caricare di energia. Mentre sono qua e scrivo questo comunicato, questa triste storia, chiedo che mi venga fatto un caffé. Il caffé si prende solo con gli amici e nei momenti felici. Se voi portate un cliente in tribunale per un nonnulla, togliete il piacere di gustare il caffé. 

Oltre ad Equitalia, abbiamo la Nespresso alle calcagna.


A.Sundas
editore

chi ha il coraggio di dire la verità

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