Fatto Accaduto
Per bere un caffè a casa si rischia il di andare a rispondere davanti il Giudice !
Sundas Editore
FIRENZE, IL GUSTO AMARO DEL CAFFé IN BOCCA
Alessio Sundas
racconta della vicenda accaduta con la nota ditta di caffetteria, la Nespresso
Cari lettori il mio nome è Alessio Sundas, editore e
manager televisivo. Per chi pensa che bere il caffè a casa sia un piacere, dopo
il mio racconto eviterete di prendere il caffé marca Nespresso. Sono cliente
della Nespresso dall'anno 2007. Spesso e volentieri contatto il numero del call
center l' 800 392029 per ordinare delle
confezioni di cialde per bere il caffé a casa e magari fare bella figura quando
invito i miei amici più importanti: l'elettricista, l'idraulico e il mio caro
amico parroco, ma quello che mi è successo ha davvero dell'incredibile e dovrò
andare davanti al giudice in tribunale per via di una cialda di caffé. Ora vi
racconto:
nel mese di luglio ordino il caffé. Per una
dimenticanza la fattura della somma di 21 euro non è stata pagata, ma non per
cattiveria, perché evidentemente il bollettino è andato disperso. Non ricevo
solleciti da parte della Nespresso e così non viene pagato. Quando ho avuto lo
scrupolo del pagamento di quel bollettino, ho pensato di averlo pagato insieme
ad altri, nel dubbio di aver pagato o meno, ho persino pensato: con tutta la
buona pubblicità che ho fatto agli amici perché acquistassero la macchina del
caffé della Nespresso e considerati tutti i soldi che spendo durante l'anno per
le cialde, magari quelle sono in omaggio.
Ecco la batosta: il 25 ottobre 2013, ricevo una
missiva dall'avvocato Dario Piccardi di Milano in cui mi viene chiesto conto
del pagamento della somma giustamente dovuta alla Nespresso. Chiaro, cari
lettori, che appena presa visione della lettera ho pagato il conto della
Nespresso allegato e tempestivamente ho contattato il call center della ditta
spiegando loro quanto segue:
1.
Cara direzione generale della Nespresso, con tutti i milioni
di euro che spendete a pagare come testimonial George Clooney, non avete
pensato a pagare una centralisnista che
chiama e dice: “Gentile dott. Sundas, forse per una sua dimenticanza non è
arrivato il pagamento delle cialde Nespresso- e poi magari continua-
nell'occasione di provare il nuovo gusto di caffé, quando può paghi la fattura
arretrata”. Un po' meglio che pagare un avvocato e portarmi in tribunale
direttamente, credo.
2.
Cara direzione della Nespresso, per avere il vostro caffé
bisogna andare a comprare la macchinetta e spendere 160 euro. Le cialde non si
trovano da nessuna parte tranne che alla Rinascente o previa chiamata al vostro
call center. Mentre voi ve ne state seduti a guardare la foto di G. Clooney, a
noi clienti ci tocca inseguire le vostre cialde. Se oltre ad inseguire le
vostre cialde ci tocca ora anche inseguire un avvocato per evitare di essere
trascinati in tribunale, andare in causa e poi cosa? A battuta dico: ci fate
pignoramenti come dall'Equitalia?
3.
Ma bere un caffé è un momento di piacere, una pausa dolce che
ti fa staccare, rilassare, caricare di energia. Mentre sono qua e scrivo questo
comunicato, questa triste storia, chiedo che mi venga fatto un caffé. Il caffé
si prende solo con gli amici e nei momenti felici. Se voi portate un cliente in
tribunale per un nonnulla, togliete il piacere di gustare il caffé.
Oltre ad Equitalia, abbiamo la Nespresso alle
calcagna.
A.Sundas
editore
chi ha il coraggio di dire la verità

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